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Monastero Di Camaldoli
Turismo Religioso
Monastero di camaldoli monaci benedettini camaldolesi località camaldoli Poppi Arezzo telefono 0575-556012
Con l'autostrada A1 si esce al casello di Firenze-sud. Si prende verso est la statale numero 97 per Pontassieve, poi la numero 70 fino a Poppi e la provinciale fino a Camaldoli 70 km. Oppure, sempre con l'autostrada A1, uscita Arezzo, proseguendo in direzione nord per Casentino-Bibbiena-Cesena, sulla statale numero 71. Al Km 11 dopo Bibbiena, bivio strada provinciale per Camaldoli, Km. 4. Da Cesena nord prendere la E-45 per Roma, uscire a Bagno di Romagna, passo dei Mandrioli - bivio per Camaldoli. Con il treno si scende alla stazione di Bibbiena, dopo aver preso il treno ad Arezzo. Da qui con l'autobus di linea o con il taxi. Il Monastero, fondato nel 980 dal conte ravennate Maldolo, residente ad Arezzo, venne donato a San Romualdo, originario di Ravenna. Il Santo vi riunì alcuni discepoli e diede vita ad uno dei più importanti cenacoli di vita monastica della cristianità, sede ufficiale ancora oggi della congregazione dei Camaldolesi. Sorto per completare l'Eremo, che sorge qualche chilometro più in alto, il Monastero si è ingrandito via via nel corso dei secoli. Continua ad essere la sede prestigiosa di un centro religioso e culturale di notevole importanza, molto attivo. Fu sede di un'Accademia umanistica nel 400 a cui parteciparono Lorenzo il Magnifico e Leon Battista Alberti. I monaci, che vivono nel Monastero seguono attentamente la realtà sociale contemporanea, nel rispetto dello spirito del loro fondatore, in un continuo lavoro di ricerca spirituale e di aggiornamento rispetto alle problematiche sociali e politiche contemporanee. Il Monastero, cinquecentesco, sorge a 818 m di altezza, avvolto nella foresta di aghifoglie, castagni, larici e tigli, presso le fonti attive che hanno dato il nome di fontebona al luogo, sulle rive di uno dei due rami dell'Archiano cantato da Dante nel Purgatorio. Ha linee molto sobrie ed è raccolto attorno ad un chiostro con due ordini di archi a tutto sesto. Il refettorio (1609) è caratterizzato dall'incipiente manierismo toscano, con tavoli e stalli in noce dalla linea severa, come sulla parete di fondo una grande tela del Pomarancio (1611), due affreschi di Lorenzo Lippi e con il soffitto ligneo a cassettoni. La Chiesa (1775) ha cinque tavole dipinte del Vasari di rara bellezza. Dello stesso periodo e della medesima bottega sono il coro monastico, l'arredo in noce della sacrestia e dell'aula capitolare. I monaci avevano edificato nel 1046 un ospedale, chiuso durante la soppressione napoleonica (1810), dove venivano curati gratuitamente i malati del luogo e i pellegrini. La contigua farmacia (1503) è ancora operante. Nell'antico laboratorio galenico dove venivano lavorate le erbe e le spezie per la preparazione dei medicinali, si conservano alambicchi, mortai, fornelli, vasi e gli splendidi scaffali di noce intagliato (1543). Nella biblioteca, aperta alla consultazione, sono raccolti più di 30.000 preziosi volumi. L'attenzione e il dialogo della comunità monastica dai fratelli nella stessa fede si sono allargati ai fratelli di altre confessioni, nello spirito ecumenico proprio della Chiesa universale. Gli incontri sono scanditi da momenti privilegiati: l'eucarestia, la riflessione comunitaria sulla parola di Dio, la preghiera delle ore, che si fa lode, canto e adorazione comunitaria, e la celebrazione della Messa. Tutti momenti religiosi a cui possono prendere parte i fedeli. Si tengono settimane di esercizi spirituali e di Lectio Divina. Sono celebrate in comune con l'Eremo e riguardano: San Gregorio Magno (12 marzo e 3 settembre), San Benedetto (21 marzo e 11 luglio), San Romualdo (19 giugno), festa della trasfigurazione (6 agosto). Vi si svolgono settimane di studio (settimane di Camaldoli) a carattere religioso e no che coinvolgono giovani e ricercatori, in un dialogo interreligioso e sociale fra ebrei, musulmani, buddisti, cristiani e laici. Concerti di musica classica e sacra. La grande foresteria (200 posti letto in camere con bagno) è vista come casa di accoglienza per concreto servizio di carità diretto ad offrire a chiunque la possibilità di un attento ascolto della parola di Dio e di impegno nella preghiera. Vasta è la produzione di liquori, miele, tisane, cioccolata, caramelle, cosmetici, confetture, funghi porcini secchi. Sito web del Monastero http://www.monasterodicamaldoli.it




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